Ciao a tutti,
sono passati dieci anni dalla morte di Fabrizio De Andrè, ieri in tutta Italia si sono svolti concerti e altre manifestazioni per ricordarlo. Anche se con un pò di ritardo anche io voglio contribuire a ricordare questo grande cantautore e poeta. Questo video è tratto dalla trasmissione di ieri di Fabio Fazio, con lo sfondo suggestivo del bellissimo porto antico di Genova. La traduzione della canzone invece l’ho presa qui: http://spazioinwind.libero.it/lalcova/creuza_de_ma.htm
Creuza: qui impropriamente tradotto: mulattiera. In realtà la creuza è nel genovesato una strada suburbana che scorre fra due muri che solitamente determinano i confini di proprietà.
| CREUZA DE MÄ Umbre de muri muri de mainé dunde ne vegnì duve l’è ch’ané da ‘n scitu duve a l’ûn-a a se mustra nûa e a neutte a n’à puntou u cutellu ä gua e a muntä l’àse gh’é restou Diu u Diàu l’é in çë e u s’è gh’è faetu u nìu ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria e a funtan-a di cumbi ‘nta cä de pria E ‘nt’a cä de pria chi ghe saià int’à cä du Dria che u nu l’è mainà gente de Lûgan facce da mandillä qui che du luassu preferiscian l’ä figge de famiggia udù de bun che ti peu ammiàle senza u gundun E a ’ste panse veue cose che daià cose da beive, cose da mangiä frittûa de pigneu giancu de Purtufin çervelle de bae ‘nt’u meximu vin lasagne da fiddià ai quattru tucchi paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi (2) E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi finché u matin crescià da puéilu rechéugge frè di ganeuffeni e dè figge bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä |
MULATTIERA DI MARE
Ombre di facce facce di marinai da dove venite dov’è che andate da un posto dove la luna si mostra nuda e la notte ci ha puntato il coltello alla gola e a montare l’asino c’è rimasto Dio il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido usciamo dal mare per asciugare le ossa dell’Andrea alla fontana dei colombi nella casa di pietra E nella casa di pietra chi ci sarà nella casa dell’Andrea che non è marinaio gente di Lugano facce da tagliaborse quelli che della spigola preferiscono l’ala ragazze di famiglia, odore di buono che puoi guardarle senza preservativo E a queste pance vuote cosa gli darà cose da bere, cose da mangiare frittura di pesciolini, bianco di Portofino cervelli di agnello nello stesso vino lasagne da tagliare ai quattro sughi posticcio in agrodolce di lepre di tegole E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli emigranti della risata con i chiodi negli occhi finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere fratello dei garofani e delle ragazze padrone della corda marcia d’acqua e di sale che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare |
Bellissimo! Quando penso a De Andrè mi vengono quasi le lacrime agli occhi… credo che tra tutte una delle mie canzoni preferite in assoluto sia “La guerra di Piero”…
Ciao Maury,
hai scelto una delle sue canzoni che per la musica e` una delle mie preferite
@Godot
Si, anche a me piace tanto La guerra di piero, pecato che durante lo speciale non l’abbiano fatta, se non un pezzettino cantata da Vecchioni….
@Malinx
Mi fa piacere che ti piace la canzone, comunque sono sicuro che a te piacerà anche la versione de “il pescatore” cantata da piero pelù, la trovi qui: http://it.youtube.com/watch?v=vMw2px_jC8s
De Andrè… Che dire? Un genio! Coniugava poesia e musica in modo perfetto, e aveva un modo di vedere la vita e il mondo, diverso da tutti quelli che ho mai visto. In uno speciale in radio ho sentito dire che parlando dei sequestratori che lo tennero prigioniero insiema alla moglie per un mese, disse: “Fondamentalmente i veri prigionieri continuano ad essere i sequestratori, non noi, tanto è vero che noi siamo usciti, loro sono ancora dentro”.
Credo che nella realtà della vita, queste parole risultino strane, degne di un uomo che guarda la vita attraverso occhi speciali, e che ha una sensibilità e conoscenza del mondo fuori dal comune.
Era questo De Andrè: un uomo fuori dal comune.
“Creuza de ma” non è una delle canzoni che preferisco tra le tante che ha scritto, io preferisco “La città vecchia”, “La ballata dell’amore cieco”, “Don Raffaè” e molte, molte altre.
Grazie a Blackjack di aver sollevato l’argomento.
Ciao.
Maurizio se ti piace tanto la Guerra Di Piero… nel caso tu non l’abbia già fatto… leggiti “Tempo di Vivere e Tempo di Morire” di Remarque… credo che De Andrè si fosse ispirato al libro… e poi… nella libreria del “De Andreista” non può certo mancare “L’antologia di Spoon River”
@Chiara
Non la sapevo questa dichiarazione che aveva rilasciato subito dopo il sequestro, è una frase degna di un uomo libero, comu lui era!!
@Godot
grazie per i consigli come sempre ben accetti, me li sono segnati… invece l’antologia di spoon river la conoscevo, specialmente la poesia che da il titolo al suo album (né al denaro, né all’amore, né al cielo):
LA COLLINA
Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felicie?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutt, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield
Fabrizio de Andrè: un peccato averlo “scoperto” un anno dopo la sua morte.
Ogni volta che ascolto (riascolto) una sua canzone, noto un passaggio, un parola od un significato che mi erano sfuggiti.
C’è sempre una sua canzone, quando si canta tra amici, magari accompagnandosi con un pianoforte ed una chitarra in un piccolo bar… anche se qualche volta i risultati sono deludenti, il nostro canto è tributo a quanto apprezziamo e ammiriamo Faber.
bella trasmissione
su King ti ho risposto da me