Piccola storia personale: dalla email a Facebook e oltre…

3 07 2009

Questo è il testo di una nota da me pubblicata su Facebook, nata (scusate il gioco di parole) da questa discussione con Catepol.

Lo stato attuale delle comunicazioni via internet mi lascia un po’ perplesso: sono passato negli ultimi anni (tanti anni, in verità) dal concetto unificante iniziale di “email”, protocollo pubblico (leggi aperto), che non sfrutta una rete, ma la Rete: tramite un indirizzo email, si comunica con chiunque altro abbia una casella di posta. È non è importante se è @yahoo o @msn o @qualunquealtracosa.

Poi sono passato a protocolli di IM. Prima MSN, poi Skype, poi tanti tanti altri. Questi protocolli hanno il grossissimo difetto di avere “reti” di contatti separate. Un po’ come avere una scheda di un operatore telefonico che non permetta di chiamare utenti di altri operatori. Ho risolto utilizzando client di messagistica multiprotocollo, come i già citati Pidgin e Kopete. Sperando che una specifica aperta come Jabber/XMPP (già abbracciata da Google per il suo gTalk) prenda piede il più presto possibile, e diventi come l’email per l’IM.

In parallelo, ho iniziato a scrivere su un blog, frequentarne altri, utilizzare i feed, ed anche li la necessità di autenticarmi tante volte su tanti blog (o altri siti di informazione) mi ha fatto sperare in un successo capillare di Open-ID, speranza in parte realizzata.

E infine, ho iniziato a utilizzare una piattaforma terribilmente chiusa come Facebook. Una piattaforma che in realtà non mi piace davvero, anche solo per problemi di privacy. Facebook ha a suo vantaggio una rete vastissima, che mi ha permesso di riprendere i contatti con persone che non sentivo da tempo. Però sto legando una grande fetta delle mie comunicazioni ad una azienda che, secondo licenza accettata all’iscrizione, può rimuovere o chiudere il mio account senza preavviso e senza darmi nessuna spiegazione. In pratica il rischio reale è la perdita di una grossa quantità di dati, di relazioni tra dati e quindi informazioni. Si noti che sono anche proibiti programmi “spider” per effettuare backup di informazioni, sia anche soltanto il prelevare da Facebook la propria “rubrica” di contatti con un programma automatizzato.
Facebook ha poi disatteso tante promesse di “apertura”, ad esempio aveva promesso l’adozione di Jabber come protocollo di chat.

Sia chiaro che non ce l’ho con l’azienda, che giustamente tenta di tenere “chiusa” la sua rete, dal quale dipende il suo valore reale. Dopotutto è una azienda privata, che deve lucrare in un qualche modo, e che deve difendere in primis i suoi interessi.

Per il bene dell’utenza, però, non posso fare a meno di pensare ad una piattaforma, anzi meglio ad un protocollo di social networking universale (leggi “ampiamente condiviso”), aperto ed indipendente dal provider di servizio, un po’ come accade per l’email da un lato, e per l’IM via Jabber dall’altro. Questo riporterebbe le comunicazioni nelle mani dell’utente, che, tornando all’esempio dell’utenza mobile, potrebbe contattare utenti di altri operatore.

Utilizzando un unico protocollo standard per il social networking, l’attenzione e la competizione si concentrerebbe sulla qualità del servizio e sullo sviluppo di interfacce più intuitive e più funzionali, un po’ come per l’email, ad esempio, dovo ognuno di noi preferisce utilizzare un client piuttosto che un altro, oppure preferisce affidarsi alle “web mail” di Google, piuttosto che di Microsoft, piuttosto che di Yahoo o di Aruba.

Forse il futuro Google Wave sarà la risposta, o forse no. Per ora si continua ad aspettare, magari in attesa di avere il tempo e le risorse per fare 😉

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8 responses

3 07 2009
blackjack1985

Ti volevo segnalare che tutti quelli che non sono amici di Caterina su facebook, non possono vedere la nota, quindi, o pubblichi sul sito anche quella, oppure è inutile che lasci il link…

Per quanto riguarda il discorso, a parte i problemi di privacy, onestamente non percepisco la cosa come un problema! Non vedo la necessità di fare protocolli aperti di “Social-Networking” (perdonami il termine appena coniato per l’occasione).

Non trovo corretto il paragone tra email e social-network. Difatti per le email, è giusto essere contattabili e reperibili da chiunque abbia una mail, indipendentemente dal gestore che usa. Per i social network invece no.

Ti faccio un paragone pratico, per me le email sono come l’indirizzo di casa tua. mentre i social network sono come circoli privati, per esempio il “circolo della briscola”, io voglio che chiunque possa spedirmi una lettera al mio indirizzo di casa, ma al “circolo della briscola” voglio essere contattato solo dagli atri membri.
Non ci vedo nulla di male!

a presto!

3 07 2009
andrea

Non hai centrato, o probabilmente non ho spiegato bene, il senso del discorso.

Quando parlo di apertura del protocollo, non voglio dire l’essere sempre rintracciabile da chiunque, ma lintendo apertura nel senso di libertà di scegliere il provider del servizio.

Nel caso di una piattaforma di social-networking, prima di ricevere o inviare informazioni a qualcuno, quel qualcuno deve essere tuo “amico” (nel senso faccialibriano del termine), cosa che permarrebbe comunque anche con un protocollo aperto.

Il paragone tra email, telefonia, IM e social network è solo sulla possibilità, per un utente, di cambiare gestore mantenendo la stessa rete (leggi “rete di contatti”), attraverso la standardizzazione del protocollo. Quando cambi indirizzo email, puoi sempre comunicare con i tuoi amici conoscendo il loro indirizzo. Quando cambi numero telefonico (o solo operatore!!!) puoi sempre contattare le persone di cui conosci il numero (anche se hanno operatore diverso dal tuo). Quando cambi programma di messaggistica (da MSN a Skype, per esempio), di fatto utilizzando skype *non* potrai più chattare con i tuoi contatti MSN, a meno che anche loro non passino a skype. Stesso limite se passi da NetLog a Facebook od altro. Cambiare implica la perdita della rete di contatti (se si intende sfruttare quel “modo” di comunicare, ovviamente).

3 07 2009
blackjack1985

ho capito qual’è il punto, ma mentre sono d’accordo le email, non sono d’accordo per i social network che non sono (secondo me) mezzi per comunicare con le persone, ma sono comunità. E mi sta bene che hanno le loro regole e le loro “chiusure”.

3 07 2009
catepol

hai fatto bene a pubblicare anche qui… 🙂

21 07 2009
Godot

Ciao era un bel po’ che non passavo… vi ricordate di me, la caffeinomane del blog affianco?! Buffo che il giorno che ripasso da qui mi ritrovo davanti una riflessione sulla comunicazione via web… ho infatti avuto poco tempo fa un’accesa discussione a proposito di Facebook. Devo dire che gli preferisco di gran lunga la mail o il blog o skype/msn o chi per lui… anzi diciamoci la verità… non riesco proprio a farmelo piacere! 😦

11 12 2010
sanpietroburgo93

Per me black jack1985 ha centrato in pieno, forse siete voi che leggere male e non afferrate bene quello che gli altri vogliono dire.
Concordo con lui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

ciaoooooooooooooo

11 12 2010
sanpietroburgo93

Sorry, volevo scrivere LEGGETE ma ho tastato la R…..

12 12 2010
blackjack1985

@sanpietroburgo93

grazie! 🙂

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