Giorno memorabile

21 04 2010

Cari lettori,
So cosa vi starete chiedendo, -Ma che fine avete fatto?-, eh…se sapreste la verità dovremmo uccidervi tutti.
A parte gli scherzi spero che questo post sia un nuovo inizio di questo blog.
Come iniziare se non con una notizia a dir poco meravigliosa? Anzi ve la rimo trascrivendo il brindisi che ieri ho fatto per l’occasione (lo trascrivo non per pura vanità ma perché sono rimasto scioccato dal risultato)

Oggi la persona di fronte a me
ha ragione di sentirsi un re.
Dopo notti in bianco e fatiche,
che l’han costretto a trascurare amici e amiche,
è diventato un dottorone mica un umile tizio!
Un brindisi faccia a Maurizio!!!

Ebbene sì! Il nostro Maurizio ha finalmente tagliato una delle tappe più faticose della vita, la laurea.
Da oggi potrà sfoggiare il titolo di “DOTTORE IN INGEGNERIA INFORMATICA”.
Uniamoci tutti insieme in un applauso di congratulazioni augurandogli di raggiungere presto le tappe migliori della vita in maniera meno difficoltosa di questa passata. GRande Maurizio!!!

Gaetano

P.S. Lo so che come brindisi non è uno dei migliori ma, vedendo il rapporto di odio che ho con l’italiano e sopratutto con le rime, per me è un passo enorme verso un ramo culturale che non avrei mai pensato di raggiungere.

P.P.S. Grande Mauriciussssssssssssssssssssss…anzi Dott. Mauriciussssssssssssssssssss





Muore la giustizia e la libertà d’informazione

12 06 2009

Il giorno dopo le europee vengo informato dal sito del giornale “La Repubblica” (I telegionali ne parleranno solo nell’edizione serale) che è passata una delle leggi più deleterie e paracul-mafiose che un qualsiasi governo “democratico” potesse concepire, la legge sulle intercettazioni telefoniche.
Di seguito elencherò i punti di questa legge*:

Reati che si possono intercettare. Tutti quelli previsti dal codice di procedura penale, per cui sono stabilite pene oltre i 5 anni. (Dai delitti contro la pubblica amministrazione al contrabbando, all’ingiuria alle molestie, all’usura, all’abusiva attività finanziaria)

Evidenti indizi di colpevolezza. Le intercettazioni sono autorizzate quando vi sono evidenti indizi di colpevolezza e gli ‘ascolti’ sono assolutamente indispensabili alla prosecuzione delle indagini, sulla base di elementi emersi nel corso dell’inchiesta che devono essere espressamente indicati e che non devono essere limitati al solo contenuto delle conversazioni telefoniche intercettate nello stesso procedimento. L’autorizzazione ad intercettare deve essere chiesta al tribunale del capoluogo del distretto in cui ha sede il giudice competente. La decisione viene presa in composizione collegiale.

Durata e limiti di tempo. Le operazioni di intercettazione hanno una durata, anche non continuativa, di 30 giorni. Il pm deve dare immediata comunicazione della sospensione o della ripresa delle operazioni. E’ possibile una proroga degli ascolti per un tempo, anche non continuativo, di 15 giorni, cui può seguirne un’altra di uguale durata ma, in questo caso, solo se sono emersi nuovi elementi.

Mafia e terrorismo. In questo caso per procedere alle intercettazioni bastano i “sufficienti” indizi di reato. La durata “non può superare i 40 giorni, ma potrà essere prorogata per periodi successivi di venti giorni qualora permangano gli stessi presupposti, entro i termini di durata massima delle indagini preliminari”. Nei casi di urgenza alla proroga provvede direttamente il pm.

Intercettazioni ambientali: L’ascolto sarà possibile solo nei luoghi in cui vi è motivo di ritenere che si sta compiendo un’attività criminosa. Nei procedimenti di mafia e terrorismo l’ascolto delle comunicazioni fra presenti è consentito anche se non vi è motivo di ritenere che si stia svolgendo l’attività criminosa.

Cronaca giudiziaria. E’ vietato pubblicare, anche in modo parziale o per riassunto, le intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari. Anche se è già caduto il segreto istruttorio. Le richieste e le ordinanze di custodia cautelare potranno essere pubblicate nel contenuto solo dopo che difensore e indagato sono venuti a conoscenza delle decisione del giudice. Non possono però essere pubblicate le intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare.

Sanzioni per giornalisti ed editori. Multe salate per gli editori che violano il divieto di pubblicazione. Per i giornalisti previsto, in caso di violazione, l’arresto fino a 30 giorni o l’ammenda fino a 10mila euro se si tratta di intercettazioni.

Pm senza nomi e volto. Stop alla pubblicazione e alla diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati in relazione ai processi che vengono loro affidati. Il pm che rilascia pubblicamente dichiarazioni sul procedimento che gli è stato ffidato ha l’obbligo di astenersi. Se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d’ufficio deve essere sostituito.

Indagini contro ignoti. Le intercettazioni potranno essere effettuate se richieste dalla parte offesa, unicamente sulle sue utenze. E’ sempre consentita l’acquisizione dei tabulati telefonici per identificare i presenti sul luogo del reato o nelle vicinanze.

Archivio “riservato”. Un archivio presso la procura custodirà le telefonate e i verbali. Ai procuratori generali presso le corti di appello e ai procuratori della Repubblica competenti per territorio il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.

Procedimenti diversi. Le intercettazioni non potranno essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Questa regola non vale per mafia e terrorismo.

Stop alla pubblicazione delle intercettazioni da distruggere. E’ sempre vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, delle intercettazioni di cui è stata ordinata la distruzione e delle intercettazioni dei terzi, estranei al procedimento.
Prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica anche per riassunto o in parte il contenuto di queste conversazioni. Il provvedimento introduce un’udienza stralcio per stabilire quali sono le intercettazioni da espungere dal procedimento.

Intercettazioni e utenze degli “007”. Diventa di fatto più complesso intercettare le utenze degli ‘007’: in questo caso, la magistratura dovrà informare entro cinque giorni il Presidente del Consiglio dei Ministri che dovrà accertare se sussista il segreto di Stato. Si potrà procedere solo se entro 30 giorni dalla richiesta il presidente del consiglio non abbia opposto il segreto. Non è comunque in ogni caso precluso all’autorità giudiziaria di procedere – si legge nel testo – in base ad elementi autonomi ed indipendenti dalle informazioni coperte dal segreto. Quando è sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del presidente del consiglio dei ministri, se questo viene risolto nel senso dell’insussistenza del segreto, non può più opporlo in riferimento al medesimo oggetto. Chi rivela notizie su atti o documenti coperti dal segreto relativi ad un procedimento penale viene punito con la reclusione da uno a cinque anni. Pena aumentata, si legge ancora nel nuovo testo del governo, se il fatto riguarda comunicazioni di servizio di appartenenti ai servizi.

Tabulati “urgenti”. Il pubblico ministero potrà chiedere anche i tabulati telefonici, quando vi siano casi d’urgenza. Quando, cioè, vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini. . Lo potrà fare per tutti i reati previsti dall’articolo 266 del codice di procedura penale con un decreto motivato e non successivamente modificabile, da comunicare al tribunale entro ventiquattro ore. Il tribunale dovrà, a sua volta, decidere entro 48 ore dal provvedimento se convalidare o meno la richiesta. In caso di mancata convalida, l’acquisizione dei dati non può essere proseguita e i risultati di essa non possono essere utilizzati.

Omesso controllo. In caso di fuga di notizia, il magistrato o il pubblico ufficiale responsabili di non avere vigilato sono passibili di una ammenda che va dai 500 ai 1032 euro.

Tetto alle spese. Con decreto del ministro della Giustizia, sentito il Csm, viene stabilito ogni anno lo stanziamento massimo di spesa per le operazioni di intercettazione, che viene diviso per ogni distretto di corte d’appello. Al procuratore generale della corte d’appello la ripartizione dello stanziamento tra singole procure. Il limite di spesa può essere derogato su richiesta, per comprovate sopravvenute esigenze investigative.

In pratica che succede:

1) Le intercettazioni saranno inutili in quanto non si possono usare quando servono e si potranno usare quando saranno inutili

2) I giornalisti non potranno informarci se ci sono novità su un processo dove vengono usate intercettazioni (infondo se ci sarà un processo non sarà partito di certo per le intercettazioni)

3) Le intercettazioni ambientali si potranno usare solo durante un crimine, ossia, il pm (o chi chiede l’uso delle intercettazioni) deve già sapere in precedenza che in quel posto ci sarà un crimine…MA COME FÀ???

4) Le intercettazioni possono essere chieste solo per reati con punizioni superiori ai 5 anni ossia se qualcuno vi molesta, essendo la pena di soli 6 mesi di reclusione o di 516,46 euro, non sarà perseguitato con le intercettazioni

5) Le intercettazioni possono essere utilizzate solo per 45 giorni per reati non mafiosi e 60 giorni per reati mafiosi, il che significa che se un usuraio non v chiama per 2 mesi non lo beccano più.

Questa legge è una risposta agli abusi che si sono fatti in precedenza con le intercettazioni. Ma io mi chiedo, dovevano proprio stroncare uno dei mezzi più potenti della magistatura per beccare i criminali per eliminare gli abusi? Non bastava solo mettere più controllo?

Facciamo un esempio:
Prendiamo il presidente del consiglio, fà delle cose illegali (corruzione, frode, ecc… Mettete voi quello che volete). AMMESSO che riescano a trovare delle prove chiedono la possibilità di confermarle (ricordo che le prove devono essere schiaccianti, allora che bisogno c’è di confermarle) tramite l’intercettazione, ma qui sussistono i primi problemi, per controllare i numeri dell’ufficio dove lavora devono chiedere a lui se possono intercettarlo…mah…ammesso che dia disponibilità lo si potrebbe intercettare solo per massimo 60 giorni e poi potrebbe iniziare il processo ma qui c’è un’altro inghippo…grazie allo scudo che ha non può essere processato fino alla fine del suo mandato.
Finisce il mandato e parte il processo preliminare che si estenderà almeno fino alle prossime elezioni (se non oltre) dove se sarà di nuovo eletto si ribecca lo scudo…ora traiamo le conclusioni:

a) Nessuno è così coglione da fare delle malefatte e poi autorizzare il pm a intercettarlo

b) In tutto questo periodo il popolo non saprà nulla di tutto ciò, in quanto i pm e i giornalisti non potranno parlare, facendo sì che la gente andrà a votare senza avere cognizione di quello che ha fatto il precedente pdc

c) Le intercettazioni sono inutili

Detto questo finisco il papello con considerazioni personali:

Questa classe politica a mio parere stà facendo lo stesso schifo che la camorra ha fatto a Napoli, per salvaguardare i propri interessi manda in rovina tutto ciò che li circonda ma la colpa è degli Italiani che si fanno abindolare dai media controllati dal nano e da quelle promesse false che fà.
ITALIANI SVEGLIATEVI O VI RITROVERETE LA MERDA SOTTO CASA COME è SUCCESSO A NAPOLI E QUESTA VOLTA NON SARÀ COMPOSTA DA SPAZZATURA MA DI DIRITTI PERSI E DI ABUSI LEGALI.

Pensateci e fate girare, combattiamo i delinquenti con l’informazione che ci vogliono togliere!!!

Gaetano

*I punti della legge sono stati presi dal sito di “La Repubblica





1950, profezia?

29 10 2008

Girando su internet ho trovato un documento interessante, una dichiarazione fatta l’11/02/1950 da Piero Calamandrei che secondo me a mò di profezia descrive quello che stà succedendo in Italia:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Vi sembra familiare la cosa?
Comunque in questi giorni ho pensato molto alla situazione e vorrei rispondere a quelle persone che dichiarano che la retta non aumenterà di molto: È vero che non salirammo di molto ma quel “pò” che saliranno sarà troppo per alcune persone che saranno costrette a rinunciare al “diritto allo studio” perchè troppo caro. Questo fà sì che per colpa di quei ragazzi che hanno lasciato si avranno meno soldi in cassa che dovranno essere rimpiazzati con qualche licenziamento e altri aumenti di tasse che faranno ricominciare il giro…vi sembra cosa giusta? Se voi siete figli di papà e questo problema non vi tange pensate ai figli dei muratori che hanno costruito la vostra villetta come faranno a sostenere le spese di un diritto innegabile dell’individuo.
Pensateci e poi fatemi sapere con commenti costruttivi e non offensivi!

Tano110





Per i narutiani più incalliti…

15 10 2008

Komixjam (Per chi non lo conosce è un sito dove gli editori si sbattono per tradurre la maggior parte dei manga per noi poveri appassionati che se dovessimo aspettare la stampa italiana diventeremmo nonni) stà facendo un contest dove si vincono 3 bei premi: la spada di Sasuke in legno e accaio nero, il peluches di Sasuke da usare (come dice Komixjam stesso) come puncinball nel caso non ci piacesse il ribelle i Konoha oppure il Naruto Character Official Data Book (che si capisce cos’è dal nome)…per partecipare seguite il link qui sotto:

Komixjam Contest
Concorso a premi di Komixjam, Vinci la spada di Sasuke
Komixjam

Tano110

P.S. Scusate…mi dimentico sempre…





ma…ma…ma…

6 10 2008

Ma questi/e la patente l’hanno presa con i punti della kinder?



e sono solo una piccola parte!!!!
e poi ci stupiamo che ci sono incompetenti al volante…

Ma non si può usare i video di youtube per cacciare la patente a qualcuno?

Tano110





Eccomi!!! Con il primo articolo…

5 10 2008

Mi sono fatto attendere ma eccomi qui!!! Sono Tano il maniaco smanettatore di pc e qualsiasi altro elettrodomestico con una cpu…
Questo di lato sono io ma non vi dico che cos’è quella cosa che stà con me…
Cosa vi posso dire come primo intervento?
Beh posso dire che i miei interventi parleranno principalmente di computer, e di eventi personali.
Come inizio vi posso parlare di un programma in rapida evoluzione che preannuncia interessante sopratutto per gli odierni notebook con incorporata una webcam. Si tratta di LemonScreen (scaricabile da qui), un programma di riconoscimento facciale da usare, in futuro, al posto delle password. Per ora ha solo la funzione di blocca schermo ma funziona davvero bene. Il funzionamento è semplice, l’applicazione deve memorizzare un volto (quindi conviene illuminarlo beme prima di far la foto) e una password di sicurezza (nel caso si inserisse il blocco schermo in un momento che non si può illuminare il volto).
Una volta memorizzato il volto, apparirà l’icona di LemonScreen a fianco all’orologio di sistema e può essere attivato in automatico dopo un periodo di inattività o con un clic o con una scorciatoia da tastiera a seconda delle vostre preferenze.
Questa è la parte bella ma il problema è che è ancora facilmente scavalcabile (basta chiamare il task e chiudere l’applicazione) ma stanno risolvendo anche questo problema…
Insomma, traendo le conclusioni, è sicuramente una tecnologia interessante ma acerba infatti sarebbe abbastanza ganzo accendere a windows con un sorriso ma parlandoci chiaro…una bella password alfanumerica di almeno 10 caratteri è di gran lunga più sicura!!!
Ciao e alla prossima!!!

Tano110