L’oblio della ragione

13 12 2008

Ciao a tutti…

Anche oggi il blog è in festa! Stavolta non c’è un compleanno da festeggiare… di più!

copertinaChiara, una persona molto cara dalle parti di via Leonardo da Vinci 52, ha finalmente raggiunto il suo traguardo. Quella che vedete qui a fianco è la copertina del suo primo libro: “L’oblio della ragione – storie di inevitabile follia”.

Chiara scrive da sempre, ma  insegue questo obiettivo solo da qualche anno. Da sempre si è preposta come quasi unica condizione quella di pubblicare senza contributo e nonostante le difficoltà (credetemi, sono tante!) e le offerte “con contributo” (al limite dell’onestà) che le arrivavano, lei ha sempre rifiutato, e finalmente ce l’ha fatta!

Complimenti, siamo tutti orgogliosi di te, specialmente il sottoscritto, la tua testardaggine finalmente ha dato i suoi frutti… 😀

Auguro a tutti i visitatori del blog che avranno voglia di leggere questo libro, una buona lettura! E nel caso abbiate voglia di saperne di più sul libro e sull’autrice potete visitare il suo Blog.

E a tutti i bravi esordienti alla caccia della loro prima pubblicazione faccio come sempre tutti i miei auguri. Insistete e non lasciatevi scoraggiare, come vedete, tutto è possibile!

Maurizio





Una favola antica

6 12 2008

Nella desolazione che in questi giorni regna sovrana in via Leonardo da Vinci, 52 cerco un pò di svago in internet. Quasi per caso mi imbatto in questa canzone di Vasco Rossi che non conoscevo, all’inizio rimango colpito dalla musica, che non sembra del genere di Vasco, e anche dal testo. Dopo averla ascoltata tutta però, trovo che il testo sia molto bello e significativo, soprattuto il finale… e per non essere dimenticata diventò vera… diventò…  la vita!

Mi pare degna di essere condivisa col blog, spero di non annoiarvi

La Favola Antica

C’era una volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell’aria
aspettando colui
che l’avrebbe di nuovo narrata
era una favola vecchia
un poco svanita
come un barattolo
di aranciata aperta
ma non voleva rassegnarsi
e cercava di “non dimenticarsi”!

Parlava di una bambina bionda
che non voleva dormire da sola
e la sua mamma poverina
doveva starle sempre vicina
un giorno venne una bella signora
tutta vestita di luce viola
prese la mamma per la mano
e la portò lontano, lontano

la bimba pianse 100 sere
poi si stancò
e si addormentò
Quando il mattino
la venne a svegliare
con un bellissimo raggio di sole
vide la mamma poverina
che sotto un albero dormiva
e la signora vestita di viola
disse “non devi più avere paura…
di restare sola”

C’era una volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell’aria
aspettando colui che l’avrebbe
di nuovo narrata
era una favola vecchia
era poco svanita
come un barattolo
di aranciata aperta
e per non essere dimenticata
diventò vera…
diventò! oh oh oh!
…. la vita!

Maurizio





Una moderna torre di BABBELe

22 11 2008

Ciao a tutti,

da qualche tempo mi sono reso conto che il mio inglese (che una volta parlavo così bene) si era arrugginito, visto che da qualche anno avevo smesso di studiarlo e di praticarlo, purtroppo leggere libri in inglese o guardare film, non basta. In piena disperazione sono andato alla ricerca di un rimedio.

Ho trovato un social network fantastico:

babbelhttp://www.babbel.com

Non è uno dei soliti. Si tratta di una community utile per imparare lingue straniere, oltre che conoscere gente nuova.

Il sito è strutturato molto bene, si basa sullo scambio di conoscenze. Iscrivendosi, bisogna specificare che lingua si desidera imparare, ma anche la propria. In questo modo, il sistema ti mette in contatto con persone, in tutto il mondo, che parlano la lingua che desideri imparare e vorrebbero imparare quella da te conosciuta.

Una volta effettuata la registrazione, nella “home page” e nella sezione “learn”, il sistema mette a disposizione semplici esercizi, utili a chi è alle prime armi, o a chi vuole ampliare il proprio vocabolario, è possibile scrivere anche dei testi, che possono essere postati nella community o ad un tutor madrelingua che li correggerà. Oltre a questi esercizi, nella home page si trovano i post di persone che stanno imparando la tua lingua, e se si desidera si possono aiutare gli altri correggendoli.

Nella sezione “people”, è possibile cercare persone con le quali fare amicizia, la ricerca è basata principalmente su lingua e nazionalità, cosa ovvia viste le finalità del sito.

La parte del sito che preferisco di più è la chat, divisa in stanze selezionabili esclusivamente in base alla lingua.

Non c’è niente da fare, il modo migliore, nonchè l’unico, per mantenere viva una lingua, è praticarla! In una sola settimana, ho conosciuto parecchia gente che mi ha aiutato col mio inglese ed a cui ho dato una mano per l’italiano.

Se state cercando anche voi un modo simpatico per imparare una lingua, spero che il mio consiglio vi possa essere utile.

Maurizio





Prendete alla lettera i giovani che protestano

17 11 2008

Riporto qui un editoriale di Francesco Alberoni edito sul Corriere della Sera del 3 Novembre 2008.

“Nel 1968 gli studenti occupavano le università perché — dicevano — i nostri docenti non insegnano le cose importanti, ignorano le ingiustizie del mondo, il razzismo, la guerra del Viet Nam, ed allora saliamo noi in cattedra al loro posto.

Con l’occupazione possiamo coinvolgere nella grande mobilitazione rivoluzionaria i distratti, gli indifferenti e gli apatici. La maggior parte dei componenti del movimento studentesco erano marxisti, e si consideravano l’avanguardia della rivoluzione che avrebbe creato un mondo nuovo. Alla fine degli anni Settanta il movimento rivoluzionario era finito, ma gli studenti di sinistra hanno continuato la pratica di occupare la scuola all’inizio dell’anno per indirizzare politicamente i compagni. Quest’anno, con il decreto Gelmini, le occupazioni sono scattate come riflesso condizionato. Ma poi le cose sono cambiate.

Trovandosi a discutere fra di loro e con gli insegnanti, sulla scuola, sulle prospettive di lavoro, sulla crisi economica, partecipando o ascoltando i dibattiti alla televisione o sui blog — nonostante gli slogan e le formulette gridate — gli studenti hanno incominciato ad esaminare criticamente la scuola italiana e se stessi. È la prima volta che succede. Scoprono una università arretrata dove c’è clientelismo, professori che mettono in cattedra figli, amanti, compagni di partito e di confraternita. Dove i vincitori dei concorsi sono decisi anni prima. Dove c’è un numero assurdo di corsi di laurea: una immensa e costosa macchina erogatrice di stipendi e slegata dalla realtà produttiva.

E molti ragazzi, fuori o dentro i cortei di protesta, oscuramente percepiscono che ci vorrebbe una vera riforma che renda tutto più efficace ed efficiente: materie, insegnamento, ricerca, concorsi, laboratori, studi più rigorosi e preparazione al lavoro. Cose che, in realtà, non ci sono perché né loro, né i loro genitori, né i docenti, né i sindacati le hanno mai realmente volute. Comunque non si è mai presentata una occasione simile tanto per il governo come per l’opposizione di mettere rapidamente fine ai principali mali della scuola e della università. Basterebbe prendere alla lettera quello che gli studenti dicono di volere e darglielo. Una scuola pubblica seria e a pieno tempo, così smettono di gironzolare per le strade. Una università in cui fa carriera solo chi merita e dove insegna solo chi è veramente competente e capace. Anche voi, Rettori, prendeteli alla lettera, prima che cambino idea.”

DAVU





Un blog in festa…

13 11 2008

Ebbene si, oggi gli inquilini di Via Leonardo Da Vinci, 52, sono in festa perchè…

Andrea, fa il compleanno!!!

631031334buon_compleanno

Tanti auguri da parte mia e di tutti gli altri inquilini! 🙂

Maurizio





Vi consiglio un film…

9 11 2008

Per chi ama il cinema, e adora come me perdersi tra le immagini e le parole di una pellicola ben girata, ecco il mio cciccioonsiglio: BIG FISH – Storie di una vita incredibile. Girata dal magistrale regista Tim Burton, (noto a tutti sopratutto per “Edward mani di forbice”, “La sposa cadavere” e “Nightmare before Christmas”), questa storia coinvolge e incanta, a tratti commuove. Le vicende surreali di un uomo che ha fatto della propria vita un romanzo fantastico, si alternano ad un’esistenza “normale”, nella quale ama raccontare le sue avventure incredibili a chiunque, sopra ogni cosa a suo figlio. Qualcuno gli farà notare che i suoi racconti sono prolissi, e qualcun altro gli chiederà perché non risponde in modo diretto alle domande che riguardano il suo passato.

Vedi, quasi tutti fanno i loro racconti in modo diretto; è molto meno complicato,

ma è anche meno interessante!…”

Questa sarà la sua risposta, e riprenderà a raccontare, coinvolgendovi ancora nelle storie incredibili della sua vita. ciccio2Un film dolce, che racchiude in sé tutti gli elementi vincenti di una buona pellicola: ottima recitazione, cast azzeccato, storia eccellente; belle le riprese e la sceneggiatura. Da citare anche l’azzeccata colonna sonora, composta da Danny Elfman. Potrei dirvi di più su questo film, anche improvvisare una trama, ma non amo queste cose: rovinano l’effetto-sorpresa! Concludo con una frase tratta dal film, poche parole che esprimono un concetto che mi piace molto, e in cui credo. Lascio a voi ogni interpretazione.

A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie.

Esse continuano a vivere dopo di lui,

e in questo modo egli diventa immortale.”

chiara Chiara





Guerra in Congo

3 11 2008

Ciao,

stamattina mentre in internet leggevo le ultime notizie, ho visto questo articolo che si occupa della guerra in corso in Congo tra l’esercito della Repubblica democratica del Congo e i ribelli del generale Laurent Nkunda. L’articolo parla più che della guerra (che in pratica ormai dura dal 1997 quasi ininterrottamente, con la prima guerra del Congo), della situazione dei civili: milioni di persone senza casa nè cibo, braccati dove è quasi impossibile arrivare con aiuti umanitari e sotto la costante minaccia delle epidemie!

Oltre alle epidemie, purtroppo, i civili indifesi sono esposti alle più brutali violenze, soprattutto le donne. Questo video, preso dal blog di Beppe Grillo testimonia le violenze sessuali che subiscono (spesso più di una volta) le donne, che vengono usate come arma di ricatto. Spesso una volta violentate queste donne vengono abbandonate al loro destino, rifiutate perfino dalla loro famiglia.

E’ terribile che a pagare il prezzo di ogni guerra siano sempre i civili indifesi, già di per se la guerra è una vergogna, OGNI QUERRA, non esistono guerre giuste.

Vi lascio con le parole di Hemingway:

le guerre sono combattute dalla più bella gente che c’è, o diciamo pure soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra; ma sono fatte, provocate e iniziate da precise rivalità economiche e da maiali che sorgono a profittarne. Sono persuaso che tutta la gente che sorge a profittare della guerra e aiuta a provocarla dovrebbe essere fucilata il giorno stesso che incominciano a farlo da rappresentanti accreditati dei leali cittadini che la combatteranno.

L’autore di questo libro sarebbe molto lieto di incaricarsi di questa fucilazione, se fosse legalmente delegato da coloro che combatteranno, e di badare a che venga eseguita con tutta l’umanità e la correttezza possibile e badare che a tutti i corpi venga data degna sepoltura. Potremmo perfino riuscire a farli seppellire nel cellophane o in qualcuno dei più moderni materiali plastici.

Alla fine della giornata se vi fosse qualche prova che sono stato io a provocare in qualche modo la nuova guerra o non ho eseguito debitamente i doveri a me conferiti, sarei disposto, se no lieto, a farmi fucilare dallo stesso plotone di esecuzione e farmi seppellire con o senza cellophane o essere lasciato nudo su una collina.

Maurizio





Estratto da un commento…

2 11 2008

Posto un commento che ho provato a lasciare sul blog di Keynes82, dico provato perchè per ora non appare fra i commenti. Comunque lo posto perchè mi sembra interessante il discorso che ne è uscito fuori anche se in parte è già trito e ritrito. Se poi non vi piace cancelliamo il post.

“Keynes vedi di parlare anche del Miliardo e mezzo di euro tagliato a ricerca e univesità nei prossimi tre anni. Si, la fondazione è FACOLTATIVA (telo scrivo grande così non puoi dire che dico il contrario) ma in tutti quei posti dove le università non volessero diventare fondazioni (e guarda caso le prime ad opporsi a diventarlo sono quelle di Milano e Torino) e dove non ci sono aziende/fabriche/altro che possa finanziarle (pigliamo ad esempio la calabria) cosa faranno nel caso volessero mantenere lo stesso standard di servizi offerti agli studenti? è inutile cianciare di fantomatiche aziende estere che vengono a salvare le nostre università. hanno le loro a disposizione e non vedo perchè dovrebbero mandare soldi fuori dal loro stato. Altro problema non da poco è che una ricerca finanziata da un privato è anche PILOTATA dallo stesso. La ricerca libera morirà e se ad economia non ottiene risultati (o almeno questo dici tu) io ti posso garantire che nel ramo di ingegneria con quei quattro soldi che sono arrivati finora la ricerca libera ha ottenuto questo e l’altro mondo di risultati. e ribadisco (fonti alla mano) che siamo il paese che in rapporto a PIL&Co. spende meno di tutti gli altri in questo campo. Una riforma universitaria seria è INDUBBIAMENTE NECESSARIA A LIVELLO DIDATTICO. Questo non giustifica alcun taglio di fondi indiscriminato come quello in atto con la 133. Hanno riempito la testa della gente con i 37 corsi da 1 persona. Se sono questi gli sprechi basta fare una legge che impedisce di creare un corso con meno di X persone. (I controllori ci sono, se hanno accettato queste cose sono i primi a dover essere puniti). Analogamente il discorso vale per i Baroni e tutto il resto. Hanno riempito i media di parole che giustificassero i tagli ma (citanto Andrea) “Se un albero (università) ha i rami secchi, il giardiniere (in questo caso lo stato) pota i rami secchi, non smette di dare acqua alla pianta o questa muore”. La metefora è quanto mai azzeccata. Lo stato invece non solo ha tagliato i fondi ma ha manifestato l’intenzione di fare andare avanti solo scuole e università private (basta vedere l’affermazione del premier del 29 in cui rassicurava gli istituti privati che i tagli in finanziaria riguardavano solo le parti pubbliche). C’è una spinta verso il modello americano e, dal mio punto di vista, e ribadisco ancora DAL MIO PUNTO DI VISTA, è quanto più di sbagliato ci possa essere; una nazione dove per avere una cultura devi pagare, dove per essere curato devi pagare o ti lasciano morire, dove se vuoi fare qualsiasi cosa devi pagare è contrario a tutto ciò che ci rende ITALIANI (nel bene e nel male). Occorre una riorganizzazione generale dello stato? dei servizi? della scuola? della sanità? ok, fatelo ma non c’è assolutamente da perdere di vista la gente che deve viverlo questo paese. Siamo noi Italiani a fare dell’Italia lo stato più famoso al mondo (e non lo dico per vantarci). Il premier deve ricordarsi che non sta guidando la sua azienda personale e che noi tutti non siamo i suoi dipendenti. Se non siamo d’accordo con lui non ci può licenziare fregandosene di noi. Ho divagato un pò dall’argomento principale e sicuramente avrò scordato qualcos’altro ma spero non sia un problema.”

DAVU

“”Vorrei mantenere la Finanziaria così com’è. Ciò non vieta che all’interno della Finanziaria ci siano margini di correzione. Per esempio nella distribuzione delle risorse che i singoli ministri hanno fatto, ho colto delle cose da correggere. Penso per esempio alla scuola privata. <Silvio Berlusconi – 29 Ottobre 2008>”

Ps. Ho un aggiunta da fare, ossia una delle cose che ho dimenticato, la fuga di cervelli. Le migliori menti del mondo sono italiane. Una delle più importanti ricercatrici Sandra Savaglio, la quale ha avuto la copertina del Times l’anno scorso per ricerche svolte all’estero, si è laureata all’unical (!!!). E come lei cene sono tanti altri. Se la fuga è già consistente, figuriamoci quando non ci saranno più soldi… ah già. il governo ha risolto anche questo perchè quando resteranno solo gli istituti a pagamento molti ragazzi non seli potranno permettere, non potranno studiare e quindi non diventeranno ricercatori e non potranno andare via. Evviva il governo italiano che ne sa una più del diavolo.





1950, profezia?

29 10 2008

Girando su internet ho trovato un documento interessante, una dichiarazione fatta l’11/02/1950 da Piero Calamandrei che secondo me a mò di profezia descrive quello che stà succedendo in Italia:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Vi sembra familiare la cosa?
Comunque in questi giorni ho pensato molto alla situazione e vorrei rispondere a quelle persone che dichiarano che la retta non aumenterà di molto: È vero che non salirammo di molto ma quel “pò” che saliranno sarà troppo per alcune persone che saranno costrette a rinunciare al “diritto allo studio” perchè troppo caro. Questo fà sì che per colpa di quei ragazzi che hanno lasciato si avranno meno soldi in cassa che dovranno essere rimpiazzati con qualche licenziamento e altri aumenti di tasse che faranno ricominciare il giro…vi sembra cosa giusta? Se voi siete figli di papà e questo problema non vi tange pensate ai figli dei muratori che hanno costruito la vostra villetta come faranno a sostenere le spese di un diritto innegabile dell’individuo.
Pensateci e poi fatemi sapere con commenti costruttivi e non offensivi!

Tano110





Università, finanziaria, pensieri e manifestazioni

25 10 2008

In seguito a questo mio articolo e a questo post di Davu, si è acceso all’interno del blog un dibattito (sfociato anche in un più banale litigio in alcuni casi) sulla “riforma” del sistema dell’università italiana.

In realtà, non si tratta di una riforma, ma soltanto di un paio di articoli della finanziaria (legge 133/2008) che in sostanza decreta un pesante taglio di fondi al sistema universitario (si parla (link) di quasi quattro miliardi in cinque anni), e la possibilità, per le università singole, di diventare fondazioni private.

Alcuni giustificano questa operazione con la necessità di lottare contro le inefficienze dell’attuale sistema universtario. Personalmente non nego esistano sprechi e inefficienze nell’attuale sistema, ma quando hai una pianta con dei rami secchi, tagli i rami secchi, non smetti di dare acqua alla pianta.

Un taglio di queste proporzioni al sistema università, per forza di cose, può portare o ad una riduzione dei servizi offerti, o ad un aumento delle tasse di iscrizione, oppure alla “privatizzazione” (nel senso che l’università dipenderà fortemente dai finanziamenti di privati) dei singoli istituti.

Una riduzione dei servizi offerti, quindi una riduzione della qualità della didattica o della ricerca, non è pensabile: la nostra università è già accusata di sfornare ignoranti (leggi di nuovo qui), quindi non credo sia sostenibile un ulteriore peggioramento.

Un aumento delle tasse di iscrizione, già abbastanza alte, va’ contro il principio della parità di diritto allo studio per tutti. Già in questo momento non tutti possono permettersi di frequentare un corso di laurea. Un aumento delle tasse separerebbe ancora di più quanti possono da quanti non possono. Personalmente, credo che ogni cittadino debba avere le stesse possibilità di istruirsi e formarsi, qualunque sia la regione di provenienza e qualunque sia la sua ricchezza.

Una università che dipende dai fondi privati è una università meno libera. La ricerca sarà per forza di cose condizionata dall’esistenza o meno di uno sponsor. Il risultato è quello di una diminuzione della ricerca di “base” a favore di una ricerca applicativa. In alcuni campi non di interesse industriale (storia e letteratura) non mi sembra inverosimili che si possa smettere di fare ricerca. Attualmente la grandissma parte di ricerca di base è fatta dalle università.

Questo è lo scenario che mi sono figurato leggendo il testo della legge, diversi quotidiani (dal “corriere della sera” a “il giornale”) e parlando con amici e conoscenti (di indistinta provenienza politica). Questo scenario non mi piace, per questo manifesterò.

Il mio pensiero è molto fluido…. in questi giorni continuerò ad informarmi, e sarò anche disponibile a cambiare opinione, se qualcuno mi farà notare vantaggi che attualmente non vedo. Invito voi lettori di questo blog a smontare pacificamente le mie tesi punto per punto, o a mostrarmi altri punti di vista che non ho valutato. O ad appoggiare le mie tesi e dire la vostra, se pare il caso.

Sui modi che si hanno per manifestare… ed anche per rispondere al precedente articolo di Davu: io non credo che il blocco delle attività didattiche, od anche una occupazione, sia l’unico modo di manifestare dissenso, e nemmeno il migliore. Abbiamo negli ultimi anni abusato di questo strumento nelle scuole superiori, e dopo aver gridato continuamente “al lupo! al lupo!”,  ora che il lupo è arrivato davvero, le nostre grida rimarranno inascoltate, e passeremo nuovamente per quelli che non vogliono fare nulla, non vogliono studiare, o (nel caso di ricercatori e professori) non vogliono lavorare.

Bisogna trovare altri modi per protestare, senza bloccare le lezioni. Esistono le manifestazioni, le lezioni all’aperto, il volantinaggio. Bisogna informare delle nostre opinioni chi non ne sa niente, o chi non se ne preoccupa. Non è tempo per “battaglie campali”, ma magari si può fare una “guerriglia” bianca, con molte piccole manifestazioni sparse in tutto il territorio, piuttosto che con un unico maestoso evento di interesse. Non una piazza con diecimila studenti, ma dieci piazze con mille. O anche più piazze con ancora meno studenti. Od un martellamento costante sui mezzi pubblici. Tutte attività che devono prendere il nostro tempo libero: è quello che dobbiamo sacrificare alla lotta. Sabato sera, tutti a manifestare, non in discoteca a ballare.

Ultima cosa: trattandosi di questioni che accendono facilmente gli animi, vi prego di evitare, se possibile, gli attacchi diretti alla persona che scrive un commento. Attaccate le sue tesi e i suoi pensieri, ma gli epiteti gratuiti, gli insulti e le offese alle persone non mi sono particolarmente graditi, oltre a non dare nessun contributo interessante alla discussione… (Comunista! Fascista! Mangiabambini! Razzista! Ignorante! Brutto! Tu di più! Tanto non ti sento, lallalalalla!)

Andrea