Quanti credono nel ’68 e quanti vedono i cazzi loro e basta…

23 10 2008

Unical. 23 Ottobre 2008. Ore 10:30. Aula A. Cubo 40C. Assembrea per decidere la linea che la facoltà di ingegneria intende seguire in merito alle proteste contro il decreto Tremonti-Gelmini. Tutti sono d’accordo che il decreto non va bene. Tutti sono d’accordo che è necessario far presente alla nazione che le cose così non vanno. I (pochi) professori presenti spiegano la loro posizione contraria al decreto e annunciano le loro modalità di protesta.

Scroscio di applausi per ogni frase contro il governo/decreto/etc. , un atmosfera quasi di eccitazione per la possibilità di potersi mobilitare in un momento critico come questo. Eppure, appena qualcuno osa paventare la possibilità di un interruzione delle attività didattiche come forma di protesta forte per segnalare all’Italia che ci siamo anche noi e che questo governo non ha il diritto di fare i propri porci comodi solo perchè è stato eletto, ecco che inizia uno sciame di fischi, di “buuuu” e di ragazzine stizzite che urlano con indigno “no! io lezioni non ne perdo!!!”.

Come si fa a essere così egoisti? Ho sentito gente dire “e che mene frega a me che chiude l’università”?. Tutti a lamentarsi perchè LORO le lezioni le pagano e non le possono perdere, senza pensare che se i tagli vanno in porto e le tasse passano da 7/800€ l’anno a 5/6000€ non sele potranno permettere comunque!

Come si fa a restare indifferenti? è per situazioni come queste che sono sempre più convinto che siamo delle pecore e che tipi come silvio fanno quello che fanno perchè ce lo meritiamo restando indifferenti in tutti i casi di sopprusi che il governo mette in atto perchè dobbiamo sempre e solo pensare esclusivamente ai cazzi nostri. E’ per questo che tutti fanno quello che gli pare impunemente e questo Stato sta andando a rotoli. Non ci ribelliamo mai!

Spero che vadano in porto almeno le lezioni in piazza e/o le lezioni notturne.

SVEGLIA INGEGNERIA UNICAL (E TUTTI GLI ALTRI)! LO STATO SIAMO NOI!

Non possiamo pretendere che il governo annulli il decreto per un proprio ripensamento ne che gli altri possano prendersi la delega per manifestare al posto vostro mentre voi continuate tranquillamente le vostre lezioni.

E’ ora di alzarsi e di muovere le PROPRIE chiappe! Troppo comodo avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Con Indigno infinito, (un altra bomba by) DAVU.

“Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente <Caparezza – La mia parte intollerante>”

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Uragano sull’Università Italiana

17 10 2008

Si respira aria durissima per gli studenti presenti e futuri delle università italiane. Il parlamento sta discutendo in questi giorni una serie di leggi che avranno l’effetto di mettere in ginocchio il sistema universitario italiano. Leggi (testo Finanziaria) che prevedono un taglio di 4 mld di Euro in cinque anni: in pratica molte università, che non saranno in grado di sostenersi economicamente, nel giro di poco tempo, dovranno essere chiuse o privatizzate.

Una taglio di queste proporzioni ai fondi per l’università, provocherà il blocco delle assunzioni di moltissimi tra i ricercatori universitari. Per loro l’unica soluzione sarà lasciare il Bel Paese per altre mete, dove il loro lavoro sarà sicuramente più apprezzato.

Le università rimaste, privatizzate, riceveranno fondi solo dalle aziende del loro territorio, e quindi quelle di zone meno industrializzate chiuderanno, o prenderanno soldi proponendo tasse universitarie altissime.

Il rischio concreto è che il diritto all’istruzione superiore sia appannaggio dei soli ricchi, che potranno permettersi di pagare. Il rischio concreto è la chiusura di università, anche di prestigio, che non troveranno finanziamenti nelle regioni più povere del nostro paese (ed anche la mia realtà dell’UNICAL sarà sicuramente minacciata). Il rischio concreto è l’alimentare ancora di più la fuga di cervelli verso altri paesi.

E noi, magari presi da tanti impegni, staremo a guardare mentre l’università crolla… se così sarà, meriteremo pienamente quello che, in fondo, abbiamo voluto.

Informatevi, fatevi una opinione e, se vi pare il caso, protestate!

Invito caldamente alla lettura di questo post su personellarete.it, di questo articolo sul Corriere della Sera, del testo della legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008) (per i più volenterosi), e la frequentazione del blog Comitato Unical per gli studenti dell’Università della Calabria.

Andrea

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ps. prego di perdonarmi per eventuali inesattezze, e di segnalarle subito con un commento